Paolo Quattrini, fondatore e direttore scientifico della scuola di psicoterapia IGF – Istituto Gestalt Firenze, ci presenta quelle che sono le leggi ineludibili della vita ossia quegli aspetti che regolano l’esistenza umana tanto ovvi quanto poco rispettati. E pensare che rispettarli potrebbe toglierci da tante sofferenze. La psicoterapia, dice Quattrini, aiuta a riconoscere l’inevitabile: quando arrivi al marciapiede devi alzare il piede altrimenti inciampi. Possiamo anche ostinarci a camminare come se il marciapiede non ci fosse senza lamentarci poi se ci ritroviamo a terra.
Si può essere liberi solo riconoscendo i limiti delle scelte.
Noi esseri umani siamo abituati a pensare come quando eravamo piccoli quando avevamo la credenza che se si stava male o bene dipendeva dalla mamma.
Il problema quindi diventa crescere dice Quattrini!
Psicoterapia diventa dunque non cura della malattia ma accompagnamento delle persone a diventare grandi.
Una delle leggi ineludibili è il “metabolismo”: nel campo della biologia metabolismo è sinonimo di vita. Il metabolismo è scambio, scambio con l’ambiente esterno. Gli esseri umani si ostinano a non rispettare una legge fondamentale del metabolismo e cioè che tanto entra tanto esce. Lo vediamo bene nella cellula perché se in una cellula entra meno di quello che esce, la cellula si raggrinzisce; se entra più di quello che esce la cellula esplode. Per gli esseri umani la questione è più complessa. Un esempio in cui non viene rispettata la legge del metabolismo è il capitalismo, tanto entra ma non tanto esce. Bisognerebbe mantenere un minimo di giustizia in tutti gli scambi che abbiamo: con i figli, gli allievi, i genitori, con i pazienti ecc. Bisogna che quello che va e quello che viene sia equilibrato, che sia uno scambio equo. Quello che voglio sottolineare è che “equo” vuol significare tante cose ma un aspetto importante per raggiungere questo equo nelle relazioni di vario tipo è l’empatia. Solo mettendosi nei panni dell’altro sentiamo quello che sente l’altro e che ci può servire da guida per equilibrare le relazioni.
Altra legge ineludibile della vita è la “trasmissione del sostegno” più chiara in architettura: un tetto si regge perché il suo peso viene scaricato sui sostegni come colonne, muri ecc. Cosa vuol dire trasmissione del sostegno in psicologia? La vita umana ha dei componenti dice Quattrini: quando si dice che uno è vivo significa innanzitutto che sente: sentire sensazioni ed emozioni è il primo strumento per fare esperienza del mondo. Dopo che la persona ha sentito qualcosa, qual’è il secondo gradino? Il pensiero. Cosa pensa la persona di quello che sente, perché se non pensasse qualcosa di quello che sente l’esperienza non sarebbe correlata con la capacità della persona di maneggiare le cose della vita. Terzo gradino è il farne qualcosa. Questo qualcosa può essere rispettare o non rispettare (trasgredire) ma comunque si appoggia su sentire e pensare. Se ad esempio sento dolore allo stomaco, posso pensare diverse cose: posso pensare che ho fame, posso pensare che ho qualche malattia grave, posso pensare che la sera prima ho mangiato quell’alimento che mi fa sempre male. Non vado però a pensare che più tardi vado a fare la spesa; questo pensiero non ha nulla a che fare con quello che ho sentito quindi non c’è trasmissione del sostegno. Successivamente c’è l’azione: posso cercare del cibo, posso fare una visita medica, posso anche decidere di mangiare nuovamente quell’alimento che mi ha fatto male. In ogni caso c’è rispetto del ciclo sentire, pensare e agire. La psicoterapia è un’iniziazione dove senti il sapore di una cosa, dove fai esperienza dei vari modi di stare al mondo. Le emozioni sono il carburante, Il pensiero è il lubrificante dell’azione. Fare questo che apparentemente sembra semplice, comporta nella realtà qualcosa di molto complicato che è rinunciare alla “mamma” e assumersi la responsabilità! Pensare su quello che senti comporta che scopri che sei debole, che sei terribile, che hai bisogno (dice Quattrini). Quello che viene fuori pensandoci non ci piace. Però io posso appoggiarmi solo su me stesso per cui è necessario che mi accetto, che mi amo, che mi sostengo.
La psicologia studia cosa succede all’essere umano, come procedono le cose della vita, dove si inciampa, come ci si riprende dalle cadute, come si esce dalle paludi (dice Paolo); tutte operazioni che hanno a che fare con la trasmissione del sostegno. Conclude Quattrini, “solo se c’è una base di appoggio e le parti si articolano rispettando il tema del sostegno, le persone sono in grado di dipanare il gomitolo della vita”.
Riflessione interessante quanto fondamentale quella di Paolo: spesso le nostre esistenze sono complicate, non fluide, perché ci ostiniamo a tenere pezzi che non si tengono tra loro; non ci fidiamo delle nostre emozioni, delle nostre sensazioni e delle nostre intuizioni; facciamo i salti mortali pur di non sentire emozioni e realtà scomode come l’impotenza.
Il mio invito è a recuperare il primo gradino intanto…fidiamoci sempre di quello che sentiamo.

