OGNI VITA MERITA UN ROMANZO

OGNI VITA MERITA UN ROMANZO

Erving Polster nel suo libro, da cui prende il titolo il mio blog, dice che nessuno può fare a meno di essere interessante. E qui ci potremmo fermare.

Le pagine della nostra vita formano un intreccio unico. Lo psicoterapeuta invita la persona a sfogliare le sue pagine per scoprirne le meraviglie. Meraviglie che sono nascoste dietro ogni singola vita, anche quella apparentemente più insignificante e scoprire questo è di per se fortemente terapeutico. Credo che non si possa fare il mestiere dello psicoterapeuta senza subire il fascino delle storie delle persone e credo che sia proprio questo fascino che il paziente deve accendere dentro di sé perché non guardi ammirato soltanto la vita degli altri ma anche la propria che può scoprire ricca di avventure, di possibilità, di drammi e di cose interessanti.

Ti racconto una piccola parte del mio romanzo.

Credo di essere stata sempre attratta, fin da piccolissima, dalle storie. Ero attratta dai racconti, quelli mitici, quelli fantastici ma anche quelli familiari e che riguardavano le mie radici. Per una gran parte dell’infanzia sono vissuta in una famiglia allargata ed era all’ordine del giorno ascoltare innumerevoli racconti, vicissitudini quotidiane o aneddoti familiari e vai a capire come la verità storica si mescolasse alla verità narrativa (come noi ce lo raccontiamo). Ho avuto inoltre la fortuna di crescere nella campagna di un paesino dell’entroterra marchigiano, fortuna per tanti motivi…uno fra essi è che il rapporto col vicinato era molto stretto e rispettato; ci si aiutava, ci si frequentava, immancabile era il saluto giornaliero e soprattutto…si raccontavano molte storie e molte erano storie inventate, leggende legate a quei posti lassù in montagna, miti familiari. Voglio raccontarti un aneddoto divertente: due vicini di casa, anziani, che hanno costellato fino a non molti anni fa la mia vita, erano i numero uno nel racconto di storie paurose che parlavano di streghe e lupi mannari; succedeva che qualche volta i miei genitori uscissero la sera lasciando me e mia sorella all’attenzione dei due che immancabilmente raccontavano le loro storie di paura per poi addormentarsi sul divano mentre io e mia sorella aspettavamo il ritorno dei nostri genitori tremando di paura sulle sedie. Il motivo di tanta paura? Loro sostenevano di averli visti in prima persona streghe e lupi mannari.

Ma è stata una storia molto più vicina a me e molto meno fantasiosa a indirizzarmi verso il mondo della psicologia. Una storia che parla di depressione, la storia di una persona a me molto cara.

La nostra esistenza ha bisogno e merita di essere narrata, condivisa, anche tra sé e sé…la storia che ci portiamo dietro può essere raccontata con voci diverse, mettendo luce su aspetti rimasti al buio e scoprendosi interessati e interessanti

e sempre ringraziandoci perché se siamo qui, vivi, un po’ acciaccati ma vivi, è per merito nostro.